
Nel panorama legislativo italiano, il decreto bollette si conferma un terreno di scontro e confronto politico acceso. Durante l’esame in Commissione Attività produttive alla Camera, ben 84 emendamenti su 323 sono stati dichiarati inammissibili. Una decisione che ha provocato reazioni trasversali tra maggioranza e opposizione, colpendo anche proposte presentate da figura di spicco dell’attuale scenario parlamentare.
Il provvedimento, che mira a introdurre misure di sostegno in ambito energetico e fiscale, ha visto sfumare diverse modifiche che avrebbero potuto incidere direttamente sulla vita quotidiana di cittadini, imprese e amministrazioni locali.
Decreto bollette: bocciato lo sconto in fattura per il bonus elettrodomestici
Alcune delle proposte risposte riguardano misure molto attese, tra cui la riformulazione del bonus elettrodomestici 2025, incentivi alla transizione ecologica e interventi contro i rischi legati ai disastri naturali.
La proposta di modifica puntava a introdurre lo sconto in fattura come formula per il bonus elettrodomestici e a eliminare il requisito legato alla classe energetica degli apparecchi acquistati. Presentata dal deputato Silvio Giovine (Fratelli d’Italia), l’iniziativa intende semplificare l’accesso all’agevolazione da parte delle famiglie, rendendola più inclusiva e fruibile. Tuttavia, la commissione ne ha fermato il percorso già nelle prime fasi di valutazione.
Protezione contro le catastrofi naturali: tempi stretti, proroga negata
Tra le proposte scartate anche un altro emendamento a firma Giovine, volto a posticipare di sette mesi (rispetto alla scadenza del 31 marzo 2025) l’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo per le imprese contro le calamità naturali. L’iniziativa rispondeva alle sollecitazioni di diverse associazioni di categoria, tra cui Confindustria, che aveva evidenziato la difficoltà, per molte aziende, di adeguarsi rapidamente a una norma entrata in vigore soltanto a fine febbraio.
Il vicepresidente di Confindustria, Angelo Camilli, aveva chiesto una maggiore flessibilità nei tempi per permettere alle imprese di ottenere informazioni, valutare i rischi assicurativi e comprendere le modalità di accesso agli eventuali benefici pubblici. Tuttavia, anche in questo caso, la richiesta di rinvio è stata ritenuta inammissibile.
Fringe benefit e veicoli aziendali: respinta la tutela per le auto prenotate
Il presidente della Commissione Finanze, Marco Osnato (FdI), aveva proposto un emendamento per escludere dal nuovo regime di tassazione dei fringe benefit le auto aziendali ordinate nel 2024 ma con consegna prevista nel 2025.
L’obiettivo era garantire equità e certezza del diritto per quei soggetti che avevano effettuato investimenti prima dell’entrata in vigore delle nuove regole fiscali. Anche questa proposta, tuttavia, non è riuscita a superare la soglia di ammissibilità.
Servizi energetici locali: niente fondo dal decreto bollette per Comuni e Province
Un altro intervento che avrebbe potuto rafforzare il tessuto amministrativo territoriale riguardava l’istituzione di un fondo straordinario destinato a Comuni, Città metropolitane e Province.
Il fondo sarebbe servito a sostenere la continuità e l’efficienza dei servizi energetici locali, soprattutto in un momento in cui l’inflazione e l’instabilità dei mercati internazionali dell’energia continuano a mettere sotto pressione i bilanci degli enti locali.
Anche in questo caso, però, la proposta è stata bloccata, nonostante l’appoggio bipartisan.
Logistica e decarbonizzazione: sfuma il progetto sui container elettrici
A completare il quadro degli interventi esclusi dal decreto bollette, anche una proposta congiunta avanzata da Forza Italia, Lega e Movimento 5 Stelle.
L’iniziativa intendeva favorire la riconversione dei contenitori da gasolio a batterie elettriche, con l’obiettivo di incentivare la sostenibilità nel settore della logistica. La misura avrebbe rappresentato un passo importante verso la decarbonizzazione dei trasporti, ma anche in questo caso l’emendamento non ha superato il vaglio della commissione.
Il contesto politico e le prospettive per il decreto bollette
La pioggia di inammissibilità ha colpito trasversalmente tutte le forze politiche. Se da un lato questo evidenzia una certa rigidità nella selezione degli interventi, dall’altro riflette le difficoltà nel conciliare l’ambizione di nuove misure con i limiti di compatibilità tecnica e finanziaria imposti alla normativa.
La fase attuale del decreto bollette, pur segnata da numerose esclusioni, non rappresenta l’ultima parola. Esiste ancora la possibilità di ripresentare alcune richieste in sede di riesame, o di riformulare le proposte in modo da renderle compatibili con i vincoli formali.
In questo contesto, il decreto bolletta si configura come un banco di prova importante per la politica economica nazionale, invita a trovare un equilibrio tra esigenze di sostenibilità ambientale, protezione dei cittadini e responsabilità fiscale.
Riassumendo
- Respinti 84 emendamenti al decreto bollette su 323 proposte totali.
- Bocciata la modifica al bonus elettrodomestici con sconto in fattura.
- Negato il rinvio dell’obbligo assicurativo contro catastrofi naturali per le imprese.
- Scartata l’esclusione fiscale per auto aziendali prenotate prima del nuovo regime.
- Rifiutato il fondo per garantire continuità ai servizi energetici locali.
- Eliminato l’incentivo alla riconversione elettrica dei container nella logistica.
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