29 Marzo 2025
le tensioni politiche accentuano i rischi finanziari e strutturali « LMF Lamiafinanza


Turchia, shock politico scuote i mercati: la banca centrale interviene

La detenzione e il successivo arresto di Ekrem İmamoğlu, sindaco di Istanbul e principale rivale politico del presidente Erdogan, hanno provocato un’immediata reazione dei mercati finanziari. Il Credit Default Swap a 5 anni della Turchia è aumentato da 250 a 325 punti, riflettendo la maggiore percezione del rischio, sebbene rimanga ben al di sotto del picco di 900 punti registrato a metà 2022.

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La Banca Centrale della Repubblica di Turchia ha reagito prontamente convocando una riunione straordinaria il 20 marzo e annunciando misure per stabilizzare la valuta: l’aumento del tasso di prestito overnight dal 44% al 46%, la sospensione delle aste repo settimanali e l’emissione di obbligazioni a 90 giorni per ridurre la liquidità in lire.

Rischio politico e fragilità economiche: un mix pericoloso

Le manifestazioni di piazza scoppiate in seguito all’arresto del sindaco evidenziano la crescente tensione sociale nel paese, alimentata dal deterioramento delle condizioni economiche.

Seltem Iyigun, economista Coface per la Turchia, commenta: “L’aumento del rischio politico arriva in un momento delicato per l’economia turca, che sta cercando di consolidare il percorso di disinflazione avviato con il ritorno a politiche economiche ortodosse a metà del 2023. La reazione dei mercati dimostra come l’incertezza politica possa rapidamente tradursi in pressioni sulla valuta e compromettere i risultati economici raggiunti. Gli afflussi di capitali esteri, aumentati significativamente negli ultimi mesi, potrebbero arrestarsi, mettendo a rischio la stabilità della lira e il processo di riduzione dell’inflazione.”

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Vulnerabilità persistenti: riserve valutarie e inflazione

Nonostante il rafforzamento delle riserve valutarie, salite a 171 miliardi di USD coprendo quasi il 70% del debito a breve termine, la loro adeguatezza rimane un punto di attenzione. Si stima che la banca centrale abbia utilizzato circa 20 miliardi di USD per sostenere la lira nell’ultima settimana.

L’inflazione rappresenta un’altra vulnerabilità strutturale. Se quella dei beni è scesa dal 68% al 30% grazie alla stabilizzazione della valuta, l’inflazione dei servizi rimane elevata (60%). Un ulteriore deprezzamento della lira potrebbe costringere la banca centrale a mantenere i tassi di interesse elevati per un periodo prolungato, gravando ulteriormente sul settore privato già sotto pressione.

Ernesto De Martinis, CEO Regione Mediterraneo & Africa Coface, evidenzia: “Ciò che sta succedendo negli ultimi giorni in Turchia esemplifica perfettamente come i rischi politici possano amplificare le vulnerabilità economiche. Il recente episodio dimostra che, nonostante i progressi fatti nell’ultimo anno, permangono fragilità strutturali che possono rapidamente emergere in momenti di incertezza. La capacità del governo di mantenere la fiducia degli investitori sarà cruciale per evitare un ciclo di alta inflazione e bassa crescita.”

Pietro Vargiu, Country Manager Coface Italia, conclude: “In un contesto globale già caratterizzato da incertezze geopolitiche, monitoriamo con grande attenzione l’evoluzione della situazione in Turchia, un mercato di riferimento per molte aziende italiane. Il nostro impegno è fornire ai nostri clienti analisi puntuali e strumenti efficaci per gestire i rischi commerciali in mercati complessi e volatili, permettendo loro di prendere decisioni informate in una fase delicata.”



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