30 Marzo 2025
Imprese, la bolletta lievita. Le Pmi rischiano il default


PISTOIA

È un momento difficile quello che le piccole e medie imprese del territorio stanno affrontando dal punto di vista dei costi esorbitanti delle bollette per l’approvvigionamento di energia elettrica. La rabbia maggiore, però, è che questo non dipende più dall’aumento folle dei prezzi che si era registrato dopo lo scoppio della guerra in Ucraina ma per l’esclusione, di una platea molto vasta di aziende, dai benefici previsti in bolletta. Serve un intervento urgente, altrimenti c’è chi riscia di dover fare i conti con situazioni di default mentre in Francia e Spagna l’energia costa la metà che qui. Per capire meglio quelli che sono i risvolti sul territorio, ci siamo affidati al racconto del titolare di Industria Toscana Porte Franco Ricci.

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“Ci troviamo di fronte ad una panoramica complessa – ammette lo stesso Ricci, co-titolare dell’azienda assieme alla moglie che è amministratrice con sede a Serravalle Pistoiese con un totale di quindici dipendenti – il confronto fra le ultime tre bollette di energia elettrica che dobbiamo pagare, ovvero dicembre 2024 e i più recenti gennaio e febbraio, ci parlano di un aumento del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I problemi, però, sono altri: nel frattempo, infatti, all’interno dell’azienda ci siamo dotati di un miglior efficientamento energetico con la sostituzione di tutte le luci a led rispetto alle alogene, confidando di avere un risparmio intorno al 15%. In più, stiamo avendo sempre in questi tre mesi un calo del 15% anche per quanto riguarda il fatturato”. Ecco, pertanto, che di fronte ad una decrescita generalizzata, i costi diventano insostenibili. “Abbiamo sostenuto migliaia di euro di spese per i cambiamenti dell’illuminazione – aggiunge Franco Ricci – che confidavamo di ammortizzare nel giro di 4-5 anni ma di questo passo tutto diventa complesso. Mi auguro che si possa invertire la rotta e qualche incentivo possa essere dirottato anche alle piccole e medie imprese”.

Uno spiraglio di luce, a proposito di corrente, sembra esserci per l’emanazione del decreto che stanzia 1,6 miliardi di euro per le famiglie e 1,2 miliardi per le aziende, ma Cna chiede un intervento urgente e la riforma strutturale degli oneri generali di sistema.

“Dai dati di una recente indagine degli associati di Cna Toscana Centro – fa sapere Francesco Viti, presidente della filiera moda dell’associazione – le ultime bollette del 2024 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ci parlano di una nuova impennata con aumenti che vanno dal 55% addirittura fino al 100%. Ad essere colpite maggiormente e non coperte dai fondi del decreto sono quindi proprio le imprese caratteristiche del distretto, non così grandi da consumare in media 1 gigawatt/ora l’anno e quindi non classificabili come “elettrivore” e neppure così piccole da essere allacciate alla bassa tensione, e sono queste le uniche tipologie previste dalla norma per accedere agli sgravi”.

Saverio Melegari

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