
Le aziende indiane stanno accelerando la loro espansione globale attraverso investimenti diretti all’estero (IDE), con le rimesse che hanno raggiunto la cifra record di 36 miliardi di dollari nei primi 11 mesi dell’anno fiscale 2025.
Questo rappresenta un aumento del 40% rispetto ai 25,2 miliardi di dollari di deflusso registrati nello stesso periodo dell’anno fiscale 2024, e un valore significativamente superiore ai 24,8 miliardi di dollari registrati nell’anno fiscale 2023, secondo i dati della Reserve Bank of India (RBI).
Solo a febbraio si sono registrati flussi di investimenti diretti esteri (IDE) per 5,35 miliardi di dollari – la cifra mensile più alta degli ultimi 38 mesi – a testimonianza della crescente propensione delle aziende indiane a finanziare filiali, acquisire beni e ampliare le operazioni all’estero, in un contesto di incertezza del commercio globale dopo la rielezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti.
Singapore, Stati Uniti e Regno Unito le destinazioni principali.
Singapore si è affermata come la principale destinazione per gli investimenti diretti esteri indiani (ODI), attirando il 23% dei flussi totali nell’anno fiscale 2025.
Le aziende indiane spesso utilizzano Singapore come giurisdizione intermediaria grazie ai suoi vantaggiosi trattati fiscali con diversi paesi.
Gli Stati Uniti si sono classificati secondi, attirando il 16% del totale degli ODI.
Sebbene il volume delle transazioni verso gli Stati Uniti sia superiore a quello di Singapore, la maggior parte delle rimesse è di piccolo importo, generalmente inferiore a 100 milioni di dollari.
Si tratta per lo più di aziende indiane del settore dei servizi, in particolare dell’informatica.
Il Regno Unito e gli Emirati Arabi Uniti hanno seguito, rappresentando rispettivamente il 12% e il 10% dei flussi di ODI.
Entrambe le regioni hanno ricevuto finanziamenti da un’ampia gamma di settori, tra cui manifatturiero, logistico, metallurgico e minerario.
Anche i Paesi Bassi e Mauritius sono stati importanti destinatari, sottolineando la diversità del portafoglio di investimenti esteri dell’India.
Vedanta e Sun Pharma in testa agli accordi ODI di alto valore
L’impennata di 5,35 miliardi di dollari di febbraio è stata determinata da diverse transazioni di grandi dimensioni, tra cui la rimessa di 1 miliardo di dollari di Vedanta alla sua filiale con sede a Mauritius, THL Zinc.
Questo lo ha reso uno dei più grandi accordi ODI dell’anno fiscale.
A dicembre, Sun Pharma ha investito 829 milioni di dollari nella sua filiale olandese, contribuendo ulteriormente alla tendenza al rialzo.
A ottobre, Biocon Biologics ha rilasciato garanzie per la sua joint venture nel Regno Unito, Biocon Biologics UK Ltd, segnando una delle più grandi rimesse dirette al Regno Unito durante l’esercizio fiscale 2025.
Queste transazioni illustrano come i conglomerati indiani stiano utilizzando gli investimenti diretti all’estero (IDE) per sostenere i piani di espansione internazionale e gli investimenti strategici, in particolare nei settori farmaceutico e metallurgico.
Crescita dell’ODI del 40% nell’esercizio fiscale 2025
Il flusso complessivo di investimenti diretti esteri (IDE) di 36 miliardi di dollari finora nell’anno fiscale 2025 rappresenta un aumento di oltre il 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno fiscale 2024.
Questa crescita supera di gran lunga i 24,8 miliardi di dollari di investimenti diretti esteri (IDE) totali registrati nell’anno fiscale 2023, indicando un notevole cambiamento nel modo in cui le imprese indiane stanno impiegando capitali a livello globale.
A differenza del Liberalised Remittance Scheme (LRS), che consente ai privati di inviare fino a 250.000 dollari all’estero all’anno, l’ODI permette alle aziende di rimettere fino a 1 miliardo di dollari all’anno per scopi aziendali specifici.
Questi includono investimenti azionari, prestiti e garanzie a filiali o joint venture estere.
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