
Nel nuovo Decreto Bollette, discusso e approvato nelle ultime ore, il governo ha ufficializzato il reinserimento del bonus per l’acquisto di elettrodomestici a basso consumo, destinato a chi effettua lavori di ristrutturazione edilizia. Il provvedimento, sostenuto in particolare dal senatore Antonio Giovine (Fratelli d’Italia), era stato inizialmente escluso dal testo originario del decreto, salvo poi essere riammesso grazie a un ricorso politico interno.
Rientra il bonus per gli elettrodomestici: no proroga a polizze anti-calamità
Il bonus prevede una detrazione del 50% su una spesa massima di 10.000 euro per l’acquisto di frigoriferi, lavatrici, forni, piani cottura a induzione, lavastoviglie e altri dispositivi in classe energetica alta. La misura è valida per tutto il 2025, ma subordinata alla contestuale esecuzione di interventi di ristrutturazione edilizia documentata.
Numeri alla mano: chi può beneficiarne e quanto vale il bonus
Secondo le stime del Ministero dell’Economia, il bonus interesserà oltre 250.000 famiglie nel corso dell’anno, con un impatto complessivo sulle casse dello Stato pari a circa 200 milioni di euro. Il tetto massimo della detrazione è fissato a 5.000 euro per ciascun contribuente. Rispetto al 2023, la misura appare leggermente ridotta sia per la platea potenziale che per la soglia di spesa agevolabile, ma rappresenta comunque una boccata d’ossigeno per il settore del commercio al dettaglio, soprattutto nei piccoli e medi centri urbani. L’iniziativa punta anche a spingere il mercato verso la sostituzione di vecchi elettrodomestici energivori, contribuendo così alla riduzione dei consumi e delle emissioni domestiche.
Le polizze anti-calamità restano obbligatorie: un rinvio che non basta alle imprese
Più controversa è la questione delle polizze obbligatorie contro le calamità naturali. Il decreto ha confermato l’obbligo per tutte le imprese italiane, a partire da una nuova scadenza fissata tra sette mesi, dunque entro fine ottobre 2025. L’obiettivo è aumentare la copertura assicurativa contro eventi come alluvioni, terremoti, frane e incendi, ancora troppo scarsa in Italia: secondo l’ANIA (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici), nel 2023 meno del 15% delle imprese risultava coperta da una polizza contro i rischi catastrofali. Tuttavia, il mancato accoglimento della richiesta di proroga ha suscitato malcontento in Confindustria e nelle associazioni di categoria dell’agricoltura e dell’artigianato. Il costo medio stimato di una polizza annuale è tra i 500 e i 1.500 euro per una piccola impresa, cifre che per molti risultano proibitive in un momento economico ancora fragile.
Un equilibrio difficile tra sostenibilità e protezione
Il governo ha provato a bilanciare due esigenze: da un lato, sostenere i cittadini nell’affrontare il caro-bollette, dall’altro rafforzare le difese economiche del Paese di fronte al moltiplicarsi di eventi climatici estremi. Secondo l’ISPRA, nel solo 2023 l’Italia ha registrato oltre 310 eventi climatici anomali con un danno economico stimato superiore a 5 miliardi di euro. Alla luce di questi numeri, l’esecutivo considera la diffusione delle assicurazioni anti-rischio una priorità nazionale. Tuttavia, resta aperta la questione dell’equità e dell’accessibilità: molte piccole imprese denunciano di non essere state adeguatamente coinvolte nella definizione del provvedimento e chiedono ora fondi compensativi o meccanismi di sostegno. Il bonus elettrodomestici, benché apprezzato, rischia di essere oscurato dalla preoccupazione per nuovi oneri ancora poco compresi.
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