
Una proposta di risoluzione per difendere la produzione e l’occupazione del settore suinicolo lombardo colpito dagli effetti della Peste suina africana: il testo è stato approvato oggi pomeriggio a maggioranza (astensione del Movimento 5 Stelle) dalla Commissione Attività Produttive (presieduta da Marcello Ventura, Fratelli d’Italia), in seduta congiunta con la Commissione Agricoltura (presieduta da Floriano Massardi, Lega).
“Da un lato le misure adottate per contrastare la diffusione del virus della peste suina stanno proseguendo con risultati efficaci, dall’altro si sta procedendo con azioni a sostegno di aziende e lavoratori del settore e dell’indotto – spiega il Presidente della Commissione Attività Produttive Marcello Ventura (Fratelli d’Italia).
Ma, dalle audizioni fatte nel corso degli ultimi due anni, è emerso che una delle maggiori criticità che impattano sulla filiera suinicola lombarda risulta essere l’inadeguatezza degli ammortizzatori sociali. Nella proposta di risoluzione abbiamo, pertanto, accolto le richieste delle realtà produttive del comparto zootecnico e della trasformazione: un pacchetto di azioni economiche e gestionali per far fronte alle drammatiche ricadute della pandemia in termini occupazionali e di competitività delle aziende suinicole”.
Il testo prevede, innanzitutto, lo stanziamento di ulteriori risorse che consentano alle aziende di fronteggiare l’attuale situazione di crisi della filiera suinicola. Inoltre, la proposta di risoluzione considera l’opportunità di rivedere la Cassa Integrazione Speciale per Operai Agricoli, con forme di tutela più adeguate nei confronti dei lavoratori a tempo indeterminato attraverso l’ampliamento delle ore di cassa integrazione e maggiori garanzie per i lavoratori a tempo determinato.
In Lombardia sono allevati circa 5 milioni di suini che rappresentano più del 50% sull’intero comparto nazionale. L’80% degli allevamenti lombardi di suini è concentrato nelle Province di Cremona e Mantova. Un settore che, oltre a rappresentare una delle principali filiere per l’economia agricola regionale, alimenta molte delle più importanti produzioni Dop italiane.
“Questa risoluzione nasce da un percorso di incontri e audizioni che ci ha consentito di confrontarci con gli stakeholders e approfondire le criticità sotto il profilo agricolo, sanitario, economico e occupazionale che impattano sulle imprese agricole di allevamento e di trasformazione e sui lavoratori del comparto e dall’impegno di un gruppo di lavoro specifico – ha sottolineato il relatore della proposta di risoluzione Diego Invernici (Fratelli d’Italia).
L’epidemia sarà di lunga durata e, oggi, non siamo in grado di ipotizzare un termine. Pertanto, occorre mettere in campo misure urgenti a tutela e a sostegno dei lavoratori del settore suinicolo che rischiano di trovarsi in gravi difficoltà economiche e sociali e strumenti innovativi per preservare un comparto chiave dell’economia lombarda e, più in generale, italiana”.
La proposta di risoluzione prevede, inoltre, uno strumento normativo e finanziario nazionale che consenta la valorizzazione degli animali sani provenienti dalle zone di restrizione nel rispetto delle norme sanitarie, includendo un meccanismo di garanzia per riconoscere agli allevatori un prezzo equo e non speculativo, colmando il divario tra il prezzo Commissioni Uniche Nazionali e il prezzo effettivamente riconosciuto dal macello.
Infine, il testo propone l’attivazione ecosistema industriale che faccia sinergia tra gli stakeholders istituzionali, di ricerca e di categoria e le imprese di produzione, lavorazione, trasformazione e commercializzazione, promozione, marketing; la programmazione di iniziative di marketing e azioni promozionali per sostenere l’immagine della filiera suinicola lombarda; la pubblicazione periodica di bandi regionali destinati alle micro, piccole e medie imprese del comparto con l’obiettivo di garantire il costante mantenimento di elevati livelli di biosicurezza.
Il Presidente della Commissione Agricoltura Floriano Massardi (Lega) ha sottolineato il ruolo della prevenzione: “I cacciatori ci stanno dando una mano enorme nella lotta alla PSA. Da molti mesi stanno svolgendo un servizio pubblico di prevenzione e di salvaguardia del comparto suinicolo compreso nel triangolo delle provincie di Brescia, Mantova e Cremona, dove c’è un’altissima concentrazione di allevamenti e macelli. La situazione è attualmente sotto controllo, anche se si tratta di un problema con il quale le aziende dovranno convivere per anni. Abbiamo di fronte un percorso lungo, ma le misure contenute in questo documento vanno nella direzione della messa in sicurezza degli allevamenti e dell’economia lombarda”.
Nel corso del dibattito sono intervenuti diversi Consiglieri regionali:
Marco Carra (PD): “Si tratta di un atto di indirizzo politico importante perché punta a tutelare un settore strategico per la nostra economia: l’obiettivo è mettere a disposizione di imprese e lavoratori del comparto suinicolo risorse e strumenti gestionali decisivi per superare la crisi provocata dalla diffusione della peste suina africana. Mi auguro che questi impegni possano trasformarsi presto in atti concreti”.
Giovanni Malanchini (Lega): “Questa proposta di risoluzione è strategica perché non interviene solo sull’emergenza, ma apre una prospettiva futura per la valorizzazione del sistema agro alimentare lombardo basato su un modello di agricoltura intensiva”.
Ivan Rota (Forza Italia): “La proposta di risoluzione è il risultato di un lungo e approfondito lavoro delle Commissioni svolto nell’interesse del comparto zootecnico suinicolo lombardo. Il prossimo passaggio in Aula dovrà essere l’occasione per confermare da parte della Giunta gli impegni contenuti nel testo”.
Massimo Vizzardi (Gruppo Misto): “È una proposta pragmatica, ma dobbiamo lavorare affinché gli impegni non restino lettera morta. L’attenzione alla crisi economica del comparto e alle difficoltà occupazionali non deve far calare l’attenzione sull’emergenza sanitaria e sul contenimento della diffusione della peste suina africana”.
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