1 Aprile 2025
Unicredit incassa l’ok di Bce ma con Bpm volano gli stracci




Un’importante luce verde è arrivata per Unicredit. La Banca centrale europea e la Banca d’Italia, infatti, nella serata di ieri hanno accordato il permesso di acquisire il controllo diretto di Banco Bpm e indiretto delle altre società del gruppo Banco Bpm e di Anima. Ad affermarlo è lo stesso istituto di Piazza Gae Aulenti, spiegando che le autorizzazioni ricevute ieri «rappresentano l’ultimo passaggio necessario per consentire alla Consob di ultimare l’iter di approvazione, atteso per la prossima settimana, del documento di offerta a essa sottoposto il 13 dicembre 2024». Alla luce di questo, il cda di Unicredit si riunirà domani per esercitare la delega di aumento di capitale funzionale all’offerta lanciata su Banco Bpm.

Dilazione debiti

Saldo e stralcio

 

Ci si avvicina, quindi, alla fase calda dell’Offerta pubblica di scambio. A ulteriore testimonianza di questo c’è il fatto che i due amministratori delegati di Bpm e Unicredit, rispettivamente Giuseppe Castagna e Andrea Orcel, ormai hanno abbandonato il tradizionale aplomb. Dopo il pasticcio firmato Eba-Bce sulla faccenda del mancato riconoscimento dello sconto danese per l’operazione su Anima, infatti, nella tarda serata di giovedì Unicredit ha pubblicato un comunicato contundente. «La decisione recentemente annunciata da Bpm di procedere a prescindere» dall’applicazione del Danish Compromise «è motivo di preoccupazione», ha affermato Orcel. «È ragionevole ritenere che questi sviluppi possano avere implicazioni negative per il rendimento del capitale allocato da Banco Bpm all’acquisto di azioni di Anima e per il capitale regolamentare – Cet 1 – della stessa Bpm, con possibili ripercussioni negative sulla sua futura crescita e sulle sue future distribuzioni. Presumibilmente, porterebbero altresì a una riduzione della capacità di Banco Bpm di fornire credito all’economia reale». Ora Unicredit «valuterà» se «proseguire o meno nell’operazione».

La risposta di Castagna è arrivata a margine di un evento interno. «Abbiamo sia la volontà che la capacità di proseguire, come fatto in questi anni, per continuare a sostenere le famiglie e le imprese italiane», ha detto, prima di piazzare la zampata: «Sono quindi lieto di poter rassicurare chi sembra preoccuparsi per la nostra capacità di far credito per sostenere l’economia dopo che negli ultimi due anni, in casa sua, ha ridotto gli impieghi alle imprese di circa 20 miliardi e ha erogato circa la metà dei nostri mutui alle famiglie, pur avendo sul territorio una presenza di filiali del 40% superiore». Insomma, colpito e affondato proprio sul fianco che la politica – lato Lega – contesta maggiormente a Unicredit: ovvero di essere una grande banca più concentrata sulle operazioni finanziarie che sull’erogazione di prestiti.

«Come abbiamo più volte illustrato al mercato», ha aggiunto Castagna, «i livelli di capitale di Banco Bpm attuali e quelli attesi al termine dell’Opa su Anima Holding sono adeguati, ben oltre i requisiti stabiliti dal regolatore e non pregiudicano l’aumento del 50% della remunerazione per gli azionisti rispetto al piano precedente».

Conto e carta

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