3 Aprile 2025
AGICI: presentato a Milano lo studio CESEF 2024 sull’efficienza energetica e la transizione sostenibile


AGICI, illustrati i risultati dello CESEF 2024: crescono i ricavi del settore, ma servono regole stabili e più finanza privata per sostenere la transizione energetica

Servono oltre 16 miliardi di euro all’anno di investimenti per raggiungere gli obiettivi europei di efficienza energetica al 2030. È quanto emerge dal nuovo studio CESEF 2024, realizzato da AGICI e presentato oggi a Milano nel corso dell’11° Convegno annuale dell’Osservatorio sull’Efficienza Energetica. Lo studio, dal titolo “Efficienza e Transizione Energetica – Competitività di modelli integrati”, ha messo in luce come l’integrazione tra efficienza energetica e fonti rinnovabili sia la strada più concreta ed efficace per decarbonizzare i consumi di famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni.

Secondo l’analisi, il settore ha già mostrato segnali robusti: negli ultimi dieci anni il fatturato delle imprese attive nell’efficienza energetica è cresciuto del 62%, passando da 7,6 a 12,2 miliardi di euro. Tuttavia, per proseguire su questa traiettoria, servono politiche pubbliche più stabili e il coinvolgimento sistemico della finanza privata. Il fabbisogno stimato per raggiungere i target della direttiva europea EPBD prevede, solo per il comparto residenziale, 13 miliardi annui di investimenti per realizzare interventi integrati su 2,2 milioni di edifici entro sei anni. A questi si aggiungono 2,5 miliardi all’anno per gli edifici pubblici e una forchetta compresa tra 2,6 e 5,4 miliardi complessivi da qui al 2030 per il settore industriale. La soglia totale si attesta dunque sui 16,2 miliardi di euro all’anno.

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Lo studio ha analizzato quattro modelli d’intervento, abitazioni unifamiliari, condomini, edifici pubblici e industria, dimostrando come l’integrazione tra misure edilizie e impiantistiche possa ridurre drasticamente i consumi e le emissioni. Le abitazioni singole, ad esempio, possono arrivare fino al 94% di riduzione delle emissioni combinando coibentazione, fotovoltaico, pompe di calore e sistemi di accumulo. Nei condomini, l’integrazione tra isolamento e teleriscaldamento può abbattere fino all’89% delle emissioni. Minori, ma comunque significativi, i benefici per gli edifici pubblici, spesso penalizzati da vincoli di spesa. Nell’industria, le tecnologie integrate permettono una riduzione del 54%.

“In questi anni abbiamo assistito a una profonda trasformazione del settore dell’efficienza energetica, che ha visto le aziende del comparto ricoprire sempre di più il ruolo di accompagnatori e abilitatori del processo di decarbonizzazione a tutto tondo”, ha commentato Stefano Clerici, Consigliere Delegato di AGICI. “A fronte degli ambiziosi target comunitari, questo processo richiede un’accelerazione degli investimenti, che al sostegno pubblico combini il coinvolgimento della finanza privata. Per farlo occorre dare continuità pluriennale alle regole del gioco, e riconoscere la centralità degli attori specializzati, in grado di apportare risorse economiche e competenze”.

“La sfida odierna è quella di rendere anche economicamente sostenibili progetti di efficientamento e decarbonizzazione profondi”, ha aggiunto Michele Perotti, Direttore dell’Osservatorio CESEF di AGICI. “Una leva fondamentale sono le forme contrattuali che permettono di contenere gli investimenti a carico dei consumatori (famiglie, imprese, amministrazioni). Due modalità sempre più diffuse sono gli Energy Performance Contract e i Power Purchase Agreement, che in modi diversi permettono agli utenti di ridurre e stabilizzare i costi dell’energia, oltre che ridurre il proprio footprint ambientale. Il riconoscimento della centralità di questi meccanismi a livello normativo potrà essere un acceleratore notevole di investimenti in efficienza e transizione energetica”.

A margine del convegno, è stato consegnato il premio “Manager Efficienza Energetica 2025” a Giovanni Brianza, CEO di Edison Next, “per la leadership visionaria e le iniziative innovative nel campo della transizione energetica”. Brianza, nel ricevere il riconoscimento, ha voluto condividere il merito con tutta la squadra di Edison: “Questo premio è frutto del lavoro collettivo svolto sui territori e con i clienti, per coniugare impatti ambientali, competitività e sviluppo sociale“.

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L’iniziativa CESEF, sostenuta da AGICI e da un network di attori pubblici e privati, intende stimolare un dibattito concreto su come accelerare la transizione energetica, rafforzando un settore dove l’Italia può vantare competenze e tecnologie di livello internazionale. La sfida, oggi, non è solo tecnica o ambientale, ma anche economica e strategica. E per affrontarla, conclude lo studio, occorre un piano chiaro, risorse adeguate e una visione condivisa tra istituzioni, operatori e sistema finanziario.

L’intervista di Affaritaliani a Stefano Clerici, Consigliere Delegato di AGICI

 

Stefano Clerici, Consigliere Delegato di AGICI, ha dichiarato: “Oggi ci troviamo in un contesto energetico ben noto, caratterizzato da una crescente spinta verso la decarbonizzazione, che tuttavia procede con accelerazioni improvvise seguite da altrettanto brusche frenate. A ciò si aggiunge un quadro geopolitico complesso, con diversi fronti di guerra aperti, l’incertezza legata alle politiche statunitensi e, per esempio, la svolta green della Cina. Il risultato di questi fattori è una fortissima volatilità sui mercati energetici, che sta diventando, di fatto, la nuova normalità”, ha dichiarato Stefano Clerici, Consigliere Delegato di AGICI, ai microfoni di affaritaliani.

In questo scenario, è fondamentale che i consumatori finali vengano accompagnati in un percorso di decarbonizzazione competitivo, ossia un processo che li renda più resilienti rispetto alle fluttuazioni dei mercati e dei prezzi dell’energia. Lo studio che abbiamo presentato propone come soluzione lo sviluppo di progetti integrati, ovvero che uniscano efficienza energetica e fonti rinnovabili. In altre parole: prima si riducono i consumi, poi si decarbonizzano quelli che restano. Questo approccio consente di diminuire l’energia utilizzata e aumentare l’indipendenza energetica“, ha aggiunto Clerici.

Clerici ha concluso: “Non si tratta di un percorso semplice, poiché comporta dei costi, seppur più efficienti rispetto a una somma di interventi scollegati e casuali. È quindi fondamentale che cittadini e imprese siano sostenuti da una politica energetica di lungo periodo, chiara e ben indirizzata. Alcuni passi in questa direzione sono già stati compiuti: bisogna riconoscere al Governo l’introduzione di strumenti come l’Energy Release o il piano Transizione 5.0, che puntano proprio all’integrazione tra efficienza e rinnovabili. Tuttavia, si tratta solo dei primi passi: ora serve una forte accelerazione“.

La dichiarazione di Michele Perotti, Direttore CESEF di AGICI ad Affaritaliani

 

 

Si è appena conclusa una giornata intensa e molto utile. Abbiamo discusso di efficienza energetica e della sua crescente importanza come strumento chiave per affrontare due grandi sfide del nostro tempo: la riduzione delle emissioni climalteranti, per salvaguardare il clima, gli ecosistemi e la sostenibilità per le future generazioni, e al contempo il mantenimento di uno sviluppo economico solido in Italia e nell’Unione Europea“, ha chiosato Michele Perotti, Direttore CESEF di AGICI.

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Perotti ha aggiunto: “L’efficienza energetica, sempre più integrata con le altre soluzioni – come le fonti rinnovabili, l’autoproduzione e i vettori green – rappresenta un pilastro fondamentale per rispondere a entrambe le esigenze: decarbonizzazione e competitività economica. Il nostro studio ha evidenziato in modo chiaro questo legame. Gli operatori del settore l’hanno compreso e da anni sono impegnati nel proporre soluzioni integrate, pensate per essere sempre più vicine ai bisogni dei clienti. Certo, la strada da percorrere è ancora lunga. Ma il lavoro dell’Osservatorio CESEF di AGICI continuerà a monitorare questi trend, lanciando messaggi forti e positivi. L’efficienza energetica è un settore in crescita, destinato a diventare sempre più centrale per la competitività e la sostenibilità del nostro Paese“.

La dichiarazione di Paolo Arrigoni, Presidente Gestore dei Servizi Energetici ad Affaritaliani

 

 

L’evento di oggi è particolarmente rilevante perché riafferma l’importanza dell’efficienza energetica, e il principio dell’energy efficiency first si sta ormai consolidando: ridurre i consumi attraverso una maggiore efficienza è essenziale per abbattere le emissioni, diminuire i consumi finali e ridurre la nostra dipendenza energetica. C’è continuità con strumenti di sostegno consolidati, come i certificati bianchi, che continuano a rappresentare un valido incentivo sia per la pubblica amministrazione sia per le imprese. A questi si affiancano strumenti nuovi o aggiornati: penso, ad esempio, a Transizione 5.0, che supporta la doppia transizione – energetica e digitale – delle imprese, oppure al Conto Termico, che si sta evolvendo verso la sua versione 3.0. Quest’ultima, oltre a continuare a offrire benefici agli edifici della pubblica amministrazione e agli impianti di climatizzazione dei privati, estenderà il proprio raggio d’azione anche al settore terziario e agli enti del terzo settore, finora esclusi“, ha dichiarato Paolo Arrigoni, Presidente Gestore dei Servizi Energetici, ai microfoni di Affaritaliani.

Vorrei inoltre ricordare un ulteriore strumento che sarà a breve gestito dal GSE: la Missione 7, Investimento 17, introdotta con la Legge di Bilancio di dicembre scorso. Questo intervento mette a disposizione 1,4 miliardi di euro per la riqualificazione energetica degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e di quelli privati detenuti o posseduti da famiglie a basso reddito. Si sta quindi agendo in modo strutturale e diffuso sul patrimonio edilizio“, ha aggiunto Arrigoni.

Tuttavia, è necessario anche recepire e applicare la nuova direttiva europea Case Green (EPBD). Per farlo, probabilmente sarà necessario introdurre un nuovo strumento incentivante per il settore residenziale. Attualmente esiste l’Ecobonus, che conferma il 50% di detrazione sulle abitazioni principali ma si limita al 36% per le seconde case. A tal proposito, è attivo un gruppo di lavoro con tecnici del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) e del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze), incaricato di studiare correttivi, adeguamenti e nuovi strumenti incentivanti in grado di dare piena attuazione alla direttiva e di intervenire efficacemente su un patrimonio edilizio residenziale che, per il 70-75%, è ancora in classe energetica E, F o G e necessita quindi di interventi significativi. Ritengo che il tema dell’efficienza energetica sia una costante imprescindibile della transizione energetica. Rimane più che mai valido il principio secondo cui il primo chilowattora risparmiato è quello non consumato. Oggi, grazie all’evoluzione delle tecnologie e degli strumenti incentivanti, possiamo essere molto più selettivi ed efficaci nell’intercettare il consumatore finale e accompagnarlo in un percorso di efficienza“, ha commentato Arrigoni.

Infine, credo che anche le nuove tecnologie – se vogliamo sintetizzarle con il termine ‘intelligenza artificiale’ – offrano una grande opportunità. In particolare, possono alleggerire il carico legato alla componente volontaristica del comportamento del consumatore, che finora ha avuto un ruolo chiave, ma che da sola non basta per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti“, ha concluso Arrigoni.

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Le parole di Giovanni Brianza, Amministratore Delegato di Edison Next ad Affaritaliani

 

 

Sono molto contento e orgoglioso di questo premio, che rappresenta il riconoscimento del lavoro di una squadra: la squadra di Edison Next, la squadra di Edison. È un’avventura iniziata circa tre anni e mezzo fa, in un periodo successivo alla crisi pandemica e nel pieno di un conflitto bellico. Due fattori che hanno contribuito a rafforzare la sensibilità, anche nel breve termine, verso temi cruciali come la decarbonizzazione, l’evoluzione sociale e la competitività delle imprese. Edison Next è una piattaforma di servizi energetici e ambientali composta da 3.700 persone e operativa su tre segmenti principali: industria, terziario e pubblica amministrazione. Il nostro è un modello di business centrato sul cliente, sulle squadre che fanno funzionare le infrastrutture che realizziamo e su una gamma di prodotti competitivi che aiutano i nostri clienti a intraprendere il percorso della transizione energetica. È stato – ed è tuttora – un percorso avvincente. Abbiamo commesso degli errori, abbiamo imparato, siamo migliorati e oggi stiamo crescendo secondo le aspettative che ci eravamo posti. È una giornata speciale, una grande soddisfazione per tutto il team e un forte segnale di speranza per il futuro“, ha affermato Giovanni Brianza, Amministratore Delegato di Edison Next, ai microfoni di Affaritalini.

L’intervista di Affaritaliani a Cetti (Acinque), Apolloni (Alperia Green Future), Potenza (Genera) e Cantarella (AssoESCo)

 

 

Stefano Cetti, AD di Acinque : L’efficienza energetica sta cambiando pelle. In questo convegno abbiamo avuto l’opportunità di approfondire il tema sia dal punto di vista normativo sia dal punto di vista dello sviluppo del mercato. Per quanto riguarda Acinque, così come molte utility del Nord della Lombardia, operiamo con una nostra ESCO attiva all’interno delle società del gruppo e siamo fortemente impegnati nello sviluppo dell’efficienza energetica, sia per la pubblica amministrazione, sia per il settore industriale, sia per il comparto residenziale“.

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Per essere presenti e competitivi in questo mercato, credo che gli elementi fondamentali siano la capacità di agire come system integrator, mettendo insieme diverse soluzioni tecnologiche con flessibilità, e la capacità di costruire una catena del valore che coinvolga operatori e fornitori locali, così da mantenere un forte radicamento territoriale. Serve inoltre un approccio solido dal punto di vista finanziario, capace di intercettare i finanziamenti green, anche attraverso il sistema bancario locale, come le banche di credito cooperativo. Tutto questo si integra con la nostra natura di azienda fortemente legata al territorio, anche grazie alla presenza di soci pubblici nella nostra compagine societaria, che rafforzano il nostro ruolo e la nostra responsabilità“, ha concluso Cetti.

Giuseppe Apolloni, Amministratore Delegato di Alperia Green Future: Siamo qui oggi per discutere e approfondire, all’interno di questa tavola rotonda, l’evoluzione della value proposition da parte degli operatori e dei modelli contrattuali che si stanno sviluppando per rispondere a una domanda sempre più complessa, articolata ed esigente. Credo che il futuro del settore della transizione energetica stia nella capacità di trasformare questa complessità in piattaforme che generino benefici condivisi“.

Paolo Potenza, Amministratore Delegato di Genera: L’efficienza energetica sta vivendo una trasformazione profonda: oggi si parla sempre meno di sola efficienza energetica e sempre più di decarbonizzazione, che è ciò di cui i clienti hanno realmente bisogno. La decarbonizzazione nasce dall’integrazione tra efficienza energetica e fonti rinnovabili, una combinazione che rende il processo economicamente vantaggioso per il cliente finale“.

Crediamo molto nei nuovi meccanismi incentivanti di mercato, che possono essere particolarmente utili per i clienti industriali impegnati a ridurre l’impatto del calore ad alta temperatura. La convergenza tra sistemi ETS e incentivi per il biometano può dare un impulso importante a un settore industriale oggi in difficoltà sul fronte della competitività, ma che può trovare una risorsa preziosa nel riutilizzo degli scarti e dei residui, valorizzandoli a livello locale“, ha concluso Potenza.

Giacomo Cantarella, Presidente AssoESCo: Lo studio presentato oggi da AGICI ci offre un quadro chiaro e puntuale dell’efficienza energetica in Italia. Le Energy Service Company sono protagoniste in questo mercato in rapida evoluzione. Come abbiamo visto, i cambiamenti sono costanti e le ESCO hanno la capacità di adattarsi con flessibilità, seguendo l’evoluzione delle esigenze“.

Cantarella ha concluso: “Oggi le ESCO operano in ambiti molto diversificati: dal settore industriale al terziario, dalla pubblica amministrazione fino al residenziale condominiale. Lo fanno adattando continuamente strumenti e meccanismi contrattuali, con un obiettivo comune: accompagnare i clienti finali nel loro percorso di transizione energetica“.

La dichiarazione di Enrico De Girolamo, Direttore Generale di CVA, ad Affaritaliani

 

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Per CVA, la transizione energetica si realizza anche attraverso l’efficienza energetica, interpretata secondo un nuovo paradigma. Non si tratta più soltanto di risparmio, ma di una visione più ampia che coniuga competitività e sostenibilità. L’efficienza energetica, quindi, non è più vista solo come riduzione dei costi, ma come un’opportunità per generare valore, integrando innovazione e soluzioni sostenibiliTutto questo è possibile unendo efficienza energetica e produzione da fonti rinnovabili, attraverso processi complessi che richiedono un approccio integrato. Un esempio concreto, nel contesto dell’elettrificazione che rappresenta uno dei paradigmi della transizione energetica, è l’abbinamento tra tecnologie mature come la produzione di energia termica da solare a concentrazione e soluzioni innovative come le pompe di calore ad alta temperatura”, ha dichiarato Enrico De Girolamo, Direttore Generale di CVA, ai microfoni di Affaritaliani.

L’intervista di Affaritaliani a Golinelli (Hera), Acquistapace (Renovit), Brambilla (Schneider Electric Italia), Moioli (Telcha)

 

 

Giorgio Golinelli, Amministratore Delegato di Hera Servizi Energia: Per il Gruppo Hera, la decarbonizzazione rappresenta uno degli assi fondamentali del piano industriale. Lavoriamo per ridurre i nostri consumi interni, ma anche per offrire soluzioni concrete ai clienti, siano essi famiglie, condomini, pubbliche amministrazioni o imprese, affinché possano decarbonizzare i propri consumi. La nostra proposta è un’offerta integrata che chiamiamo ‘contratto di decarbonizzazione’“.

I clienti oggi hanno le idee chiare: vogliono ridurre i consumi e produrre, per quanto possibile, energia da fonti rinnovabili. Questo, sebbene sembri semplice, richiede competenze tecniche approfondite. È necessario, prima di tutto, conoscere e analizzare i propri consumi, per poi progettare interventi tecnologici efficaci e duraturi. La nostra offerta si basa proprio su questo: accompagnare il cliente nella progettazione, realizzazione e gestione pluriennale degli interventi, garantendo così benefici ambientali stabili e duraturi nel tempo“, ha concluso Golinelli.

Christian Acquistapace, Amministratore Delegato di Renovit: Mi sono concentrato molto sui contenuti dello studio, che ritengo estremamente chiari, efficaci e centrati. Penso che un lavoro di questo tipo sia fondamentale per il policy making: condividere dati precisi su costi ed efficacia degli interventi è cruciale se vogliamo davvero far convergere risorse pubbliche e private. Ovviamente, ci sono differenze tra i settori. In ambiti come il residenziale collettivo o la pubblica amministrazione, i processi decisionali sono complessi e spesso molto costosi“.

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Acquistapace ha cocnluso: Diversa è la situazione dell’industria, un settore più avanzato ma con sfide specifiche, soprattutto legate alla decarbonizzazione dei processi ad alta temperatura. In questo caso, sono d’accordo con quanto emerso nello studio: può essere il momento di passare da schemi di Energy Performance Contract a modelli di Carbon Performance Contract. Questo approccio permetterebbe di fissare un prezzo di riferimento trasparente per la CO₂ e il relativo costo evitato, aprendo la strada a nuove soluzioni di ingegneria finanziaria a supporto della transizione energetica industriale“.

Dario Brambilla, Vicepresidente di Schneider Electric Italia: Lo studio presentato oggi è stato estremamente interessante, ricco di spunti e, come ho sottolineato durante il convegno, anche di buone notizie. Le tecnologie necessarie per attuare l’efficienza energetica e la digitalizzazione – veri acceleratori della transizione – esistono già. Tuttavia, la tecnologia da sola non basta“.

È fondamentale integrarla in sistemi complessi di monitoraggio, controllo e gestione, che consentano di ottenere veri risparmi energetici. Il primo passo è capire dove si trovano i consumi, dove sono gli sprechi e dove si possono fare interventi mirati. Questo non solo riduce i consumi, ma aumenta anche la produttività. È un doppio vantaggio: si tagliano i costi e si ottimizza l’uso dell’energia disponibile. La sfida è dunque costruire processi dinamici, integrati e intelligenti, che possano davvero accompagnarci verso un mondo più sostenibile”, ha concluso Brambilla.

Fabrizio Moioli, Amministratore Delegato di Telcha (Gruppo ENGIE): L’incontro di oggi ha evidenziato la necessità, per il sistema Paese, di unire efficienza energetica e decarbonizzazione in tutti i settori: industria, pubblico e residenziale. Un aspetto che mi preme sottolineare è l’opportunità di realizzare investimenti virtuosi che generino benefici per il territorioUn esempio concreto è il progetto realizzato ad Aosta, dove il recupero termico da un’acciaieria – Coni Acciai Speciali – viene utilizzato per alimentare la rete di teleriscaldamento cittadina. Si tratta di un calore rinnovabile che, grazie a un investimento centralizzato e ottimizzato, consente un processo di decarbonizzazione efficiente e sostenibile. È questo il modello da seguire: decarbonizzazione sì, ma sempre accompagnata da efficienza economica e impatto positivo sul territorio“.

L’intervista di Affaritaliani a Marchesini (Assoclima), Frattini (Enel), Matrone (Intesa Sanapolo), Fontana (Plenitude)

 

 

Maurizio Marchesini, Presidente di Assoclima: È stato un convegno molto interessante, con numerosi interventi dedicati all’efficienza energetica. Per quanto riguarda Assoclima, abbiamo voluto porre l’attenzione su due aspetti fondamentali: da un lato, gli incentivi nel settore residenziale; dall’altro, quelli rivolti al terziario e all’industria. Lo studio ECC ha svolto un lavoro importante, distinguendo tra interventi su condomini e quelli su abitazioni unifamiliari, come villette e appartamenti autonomi. Questa distinzione è in linea con quanto sosteniamo da tempo all’interno di Assoclima: siamo consapevoli della scarsità di risorse, ma proprio per questo è fondamentale utilizzarle al meglio, adottando criteri che valorizzino i vantaggi per i diversi interlocutori“.

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Abbiamo inoltre sottolineato la rilevanza dell’industria italiana delle pompe di calore. Lo scorso anno abbiamo commissionato uno studio a un ente terzo che ha evidenziato come l’Italia sia il secondo polo europeo del settore, con 50 aziende su 300 presenti nel nostro Paese. Molte di queste imprese sono pronte a investire, ma serve chiarezza normativa e una visione chiara per il futuro. Lo sviluppo delle pompe di calore è destinato a crescere in modo significativo e le aziende sono pronte a cogliere questa sfida. È però necessario agire su due fronti: incentivare questi interventi e affrontare il tema del costo dell’energia elettrica. Per anni si è parlato di elettrificazione, ma gli incentivi sono andati soprattutto al gas. Ora è il momento di puntare sul cosiddetto ‘decoupling’, ovvero svincolare il costo dell’elettricità da quello del gas, per dare al settore certezze e nuove opportunità di sviluppo. Crediamo molto nell’industria italiana e siamo convinti che il futuro possa essere decisivo per una nuova fase di crescita“, ha concluso Marchesini.

Marco Frattini, Head of B2B Retail di Enel: Lo studio AGICI ha messo in evidenza quanto la sostenibilità economico-finanziaria sia centrale per gli interventi di efficienza energetica in tutti i settori. Noi siamo particolarmente focalizzati sul segmento B2B, dove la sostenibilità si raggiunge quando convergono tre elementi chiave: tecnologie sempre più accessibili, modelli contrattuali e finanziari adeguati – come quelli già offerti dalle ESCO – e, infine, incentivi efficaci. Senza un supporto incentivante adeguato, infatti, è molto difficile raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione che ci siamo prefissatiCome Enel, affianchiamo alla tradizionale fornitura di energia anche una proposta completa di soluzioni per l’efficientamento industriale, l’installazione di impianti fotovoltaici e l’elettrificazione delle flotte aziendali. Tutti questi aspetti devono essere sempre più integrati in un’unica visione, supportata da incentivi stabili. Solo così gli obiettivi indicati nello studio potranno essere concretamente raggiunti“.

Luca Matrone, Global Head of Industry Energy – IMI CIB Division, Intesa Sanpaolo: Il settore dell’efficienza energetica ha vissuto nel 2023 un rallentamento, dovuto alla fine degli effetti dei principali bonus fiscali, come Superbonus ed Ecobonus. Nel triennio 2020-2022, il fatturato era raddoppiato, passando da 6 a 12 miliardi di euro. Tuttavia, nel 2023 la marginalità si è mantenuta stabile intorno al 9-10%, grazie all’onda lunga dei benefici fiscali. Questo, nonostante un contesto macroeconomico complesso, segnato da un’inflazione elevata che ha inciso su costi operativi e materie prime“.

La finanziabilità dei progetti continua a essere ostacolata dalla frammentazione e dalla dimensione ridotta degli interventi, che rende difficile l’approccio su base progettuale. Per questo, è fondamentale proseguire nel percorso di consolidamento del settore, aggregando portafogli e sviluppando soluzioni innovative. Una delle strategie che stiamo implementando nella divisione IMI Corporate & Investment Banking è quella di creare partnership con operatori dell’efficienza energetica, per offrire ai clienti corporate soluzioni tecniche e finanziarie integrate, in grado di facilitare gli investimenti e accelerare la crescita del settore“, ha concluso Matrone.

Giorgio Fontana, Amministratore Delegato di Plenitude Energy Services: Oggi abbiamo discusso soprattutto del mercato residenziale, su cui ci siamo concentrati in particolare. Desidero innanzitutto ringraziare AGICI per lo studio condiviso, che riteniamo pienamente in linea con la nostra visione. In Plenitude crediamo fortemente nella necessità di promuovere interventi integrati, che combinino efficienza energetica e fonti rinnovabili. Sebbene abbiano un impatto economico rilevante, questi interventi permettono risparmi superiori rispetto a quelli ottenuti con soluzioni singole“.

Per rendere possibile questa transizione, è essenziale il ruolo delle ESCO. Come Plenitude, offriamo soluzioni che includono anche il supporto finanziario, accompagnando i clienti nel loro percorso di elettrificazione. In questa prima fase, utilizziamo formule come l’Energy Performance Contract, con investimenti sostenuti da noi e una condivisione dei risparmi generati con il cliente. Gli interventi riguardano impianti fotovoltaici, pompe di calore, sistemi di riscaldamento centralizzati e infrastrutture per la mobilità elettrica, come wallbox e colonnine di ricarica condominiali. Questa è la direzione in cui vogliamo continuare a investire e crescere“, ha concluso Fontana.





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