3 Aprile 2025
dal 2026 obbligo invio dati ad Agenzia Entrate


Un altro passo segue la strada segnata negli ultimi anni nella direzione della lotta all’evasione fiscale e verso la tracciabilità dei pagamenti: dal 2026 arriva l’obbligo di invio dati all’Agenzia delle Entrate sul pagamemento con POS.


Era il lontano 2012, quando il Governo Monti introdusse per la prima volta l’obbligo di utilizzare il POS per i clienti che ne facessero richiesta.  In questi anni molte le misure incentivanti e di sprone in questa direzione, dall’introduzione di incentivi per promuovere l’utilizzo dei pagamenti elettronici, come il credito d’imposta sui pagamenti tracciabili contenuta nella Legge di Bilancio 2020 e l’introduzione della “Lotteria degli scontrini” fino al recente obbligo di fattura elettronica anche per professionisti e chi adotti un regime forfettario. È norma del 2021 contenuta nel Decreto-legge 152/2021, l’adozione di sanzioni per gli esercenti che rifiutano di accettare pagamenti tramite carte o strumenti digitali.

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Nonostante le numerose azioni nella direzione di una trasparenza e controllo del flusso di denaro di attività commerciali e professionisti, i dati diffusi ci mostrano come nel nostro Paese, ancora nel 2023, esista un ampio ‘tax gap’, termine anglofono che indica il divario tra le imposte dovute e quelle effettivamente versate, nella misura di oltre 85 miliardi di euro.

Pagamenti con POS: dal 2026 ci sarà l’obbligo di invio dati all’Agenzia delle Entrate

Questi dati, ma anche un allineamento alla normativa Europea, fanno si che a partire dal  1° gennaio 2026 entreranno in vigore nuove regole in materia di tracciabilità delle transazioni elettroniche. È delle scorse settimane il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, pubblicato per esattezza il 21 marzo 2025, all’interno del quale vengono fornite le linee guida operative per dare definitivamente corso ad un adempimento introdotto già dal decreto legislativo n. 124/2019.

Il provvedimento contiene l’obbligo, da parte dei fornitori di sistemi di pagamento elettronico di trasmettere in agenzia delle entrate le informazioni relative all’utilizzo dei dispositivi POS da parte degli esercenti.

Chi riguarda quest’obbligo?

Nello specifico il riferimento è all’articolo 22 del D.lgs. 124/2019 che, al comma 5, impone agli acquirer – termine utilizzato per indicare i prestatori di servizi di pagamento autorizzati ad operare in Italia – l’obbligo di trasmissione all’Agenzia delle Entrate una serie di dati che riguardano sia i dispositivi POS messi a disposizione dei clienti, sia le operazioni effettuate tramite tali strumenti. Questo obbligo riguarda i pos e gli strumenti di pagamento elettronici e digitali a servizio di esercizi commerciali, professionisti e artigiani tutti i soggetti che svolgono attività d’impresa o di lavoro autonomo.

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Gli acquirer sono solitamente banche, istituti di pagamento ed anche società specializzate come SumUp o PAYPAL per fare solo due degli esempi più noti, che, attraverso contratti specifici o noleggi oppure commissioni sulle singole transazioni, mettono a disposizione degli esercenti strumenti per accettare pagamenti elettronici, sia tramite terminali fisici sia attraverso piattaforme virtuali.

Le informazioni da trasmettere

Il nuovo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 21 marzo 2025 dispone un vero e proprio elenco relativo a quali siano le informazioni che dovranno essere trasmesse:

  • il codice fiscale dell’acquirente;
  • il codice fiscale dell’esercente, e la partita IVA ove disponibile;
  • il codice identificativo del contratto stipulato tra acquirer ed esercente;
  • il numero identificativo del rapporto contrattuale comunicato all’Archivio dei rapporti finanziari;
  • l’identificativo univoco del terminale POS utilizzato;
  • la classificazione del POS (fisico o virtuale);
  • il tipo di operazione registrata (pagamento o storno);
  • la data contabile della transazione;
  • l’ammontare totale giornaliero delle operazioni eseguite;
  • il numero complessivo delle transazioni effettuate nella giornata.

Tutti questi dati dovranno essere inviati per via telematica all’Agenzia delle Entrate attraverso il canale SID (Sistema di Interscambio dei dati), lo stesso utilizzato per l’invio giornaliero della ‘chiusura di cassa’, per la fatturazione elettronica ed altri adempimenti fiscali digitalizzati.

Modalità di trasmissione dei dati

La trasmissione dei dati relativi ai pagamenti con POS dovrà avvenire con cadenza almeno mensile, entro l’ultimo giorno lavorativo del mese successivo a quello in cui le operazioni sono state effettuate. Per essere chiari, i dati relativi a gennaio 2026 dovranno essere inviati entro la fine di febbraio 2026. I file trasmessi verranno, poi, elaborati dal sistema dell’Agenzia, che rilascerà una ricevuta con tutti i dettagli dell’esito dell’invio. In caso di errori o scarti, gli operatori avranno 5 giorni lavorativi di tempo per reinviare i dati scartati e completare così correttamente la comunicazione.

Un ulteriore meccanismo di verifica, reportistica e raccolta dati anche ai fini dei controlli fiscali sarà costituito, poi, dalla “fotografia di consistenza”, un vero e proprio riepilogo con cadenza annuale dei dati trasmessi durante i dodici mesi precedenti.  Questo riepilogo servirà agli operatori per confrontare le informazioni inviate con quelle presenti nei propri archivi, rilevare eventuali difformità e procedere, se necessario, con le dovute correzioni o integrazioni.

Gli obiettivi delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate si pone così l’obiettivo di migliorare e ottimizzare i controlli, ma anche perfezionare le analisi di rischio e intercettare più efficacemente eventuali comportamenti anomali e non coerenti con i dati dichiarati dai contribuenti. La raccolta sistematica e centralizzata di queste informazioni fornirà inoltre, oltre ad un importante strumento per la lotta all’evasione fiscale, anche una banca dati dell’andamento economico di settori, aree, zone e territori, flussi stagionali, utilizzo e diffusione dei sistemi elettronici di pagamento, dati molto preziosi per delineare anche uno scenario della salute economica del Paese.



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