3 Aprile 2025
le nuove scadenze per obbligo e sanzioni — idealista/news


E’ stato prorogato l’obbligo per tutte le imprese italiane di sottoscrivere una polizza catastrofale. Ben 4,5 milioni di aziende, dalle palestre ai ristoranti, dai negozi di alimentari agli hotel, devono correre ai ripari per rispettare la normativa. Ma chi deve adeguarsi e quanto costa farlo? Risponde uno studio di Facile.it.

Proroga per le polizze catastrofali

Le nuove scadenze per la stipula di polizze catastrofali sono le seguenti:

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  • Per le grandi imprese, resta la scadenza, ormai passata del 31 marzo 2025, ma sono rinviate le sanzioni al 30 giugno 2025;
  • Per le medie imprese l’obbligo slitta al 31 ottobre 2025;
  • Per le piccole imprese la nuova data è il 1 gennaio 2026.

L’obbligo riguarda tutte le attività con sede legale in Italia o con una stabile organizzazione sul territorio nazionale, ad esclusione delle imprese agricole, e interessa tutte le aziende iscritte nel registro delle imprese. Un impatto particolarmente significativo si registra tra le microimprese, che rappresentano oltre il 90% del totale e che, fino a oggi, hanno mostrato una scarsa propensione alla sottoscrizione di prodotti assicurativi contro le calamità naturali.

Il 92 per cento delle imprese non è assicurato

Secondo un’indagine commissionata da Facile.it a settembre 2024, il 92% delle microimprese intervistate non disponeva di alcuna copertura per eventi catastrofali, mentre solo il 3% aveva una protezione parziale. La situazione risultava leggermente migliore per le piccole imprese, con una percentuale di scopertura totale pari al 45%, ma con una distribuzione geografica che evidenziava ancora forti disparità, in particolare nel Sud Italia e nelle Isole.

Il nodo dei costi: quanto costa assicurarsi?

Uno dei principali ostacoli all’adozione delle polizze è il costo: il 34% degli imprenditori, pari a circa 1,4 milioni di aziende, ritiene che il prezzo sia troppo elevato. Tuttavia, un’analisi condotta da Facile.it dimostra che i premi annuali, se confrontati con i benefici, non risultano proibitivi.

Per comprendere meglio l’impatto economico, il portale ha effettuato simulazioni sui costi assicurativi per cinque diverse tipologie di attività (ristoranti, hotel, laboratori di confezioni/abbigliamento, palestre e negozi di alimentari) in tre città campione: Milano, Roma e Palermo.

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  • Ristoranti: per un locale con un immobile del valore di 300.000 euro e attrezzature per 100.000 euro, il premio annuo è di 343,50 euro a Milano, 401 euro a Roma e 469 euro a Palermo.
  • Hotel: per un immobile da 1 milione di euro con attrezzature per 500.000 euro, la polizza costa 703,50 euro a Milano, 720,50 euro a Roma e 1.033,50 euro a Palermo.
  • Laboratori di confezioni/abbigliamento: per un’attività con un fabbricato da 600.000 euro e attrezzature per 300.000 euro, il premio varia da 462,50 euro a Roma a 572,50 euro a Palermo.
  • Negozi di alimentari: per un’attività con un fabbricato da 300.000 euro e attrezzature per 150.000 euro, i costi oscillano tra 370,50 euro a Milano e 422 euro a Palermo.
  • Palestre: i costi variano dai 468 euro di Roma ai 651 euro di Milano, con un fabbricato da 500.000 euro e attrezzature per 600.000 euro.

I prezzi delle polizze variano in base a diversi fattori, tra cui la vulnerabilità del territorio, la probabilità di eventi catastrofali, le caratteristiche dell’immobile e la tipologia di attività svolta.

Sanzioni e rischi per chi non si adegua

Sebbene non siano previste multe per chi non stipula una polizza, le imprese non in regola non potranno accedere a finanziamenti o contributi pubblici e, in caso di calamità, dovranno coprire autonomamente i danni subiti, senza poter contare su eventuali indennizzi statali.

Cosa considerare prima di stipulare una polizza

Gli esperti sottolineano l’importanza di verificare attentamente le coperture offerte e le esclusioni. La normativa prevede l’obbligo di assicurarsi contro terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni, ma non copre eventi atmosferici come grandine, trombe d’aria e bombe d’acqua, per i quali occorrono garanzie aggiuntive. Inoltre, alcune calamità, come le frane, sono coperte solo se avvengono in modo rapido, mentre i fenomeni lenti sono esclusi.



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