4 Aprile 2025
Politiche energetiche e incentivi 2025: quale scenario


Nel 2025, il panorama energetico europeo e italiano si caratterizza per una decisa spinta verso la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica. A fronte di obiettivi ambiziosi – come la riduzione del 55% delle emissioni nette di gas serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, e una proposta ancora più sfidante della Commissione Europea di raggiungere una diminuzione del 90% entro il 2040 – l’Unione Europea punta con decisione alla neutralità climatica entro il 2050.

Politiche energetiche e sostenibilità

L’Italia, allineata a questa visione con le proprie politiche energetiche, si impegna a ridurre le proprie emissioni di CO2 del 33% entro il 2030 nei settori non inclusi nel sistema ETS rispetto ai livelli del 2005, e si prepara a raggiungere la neutralità climatica anch’essa entro il 2050, attraverso un sistema energetico basato prevalentemente su energie rinnovabili. In questo contesto, sono numerose le opportunità che si aprono per le aziende industriali intenzionate a innovare i propri processi produttivi e contribuire in maniera significativa al raggiungimento di tali obiettivi.

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La spinta principale arriva dalla riduzione dei consumi

Secondo il rapporto dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano (2024), il principale fattore che spinge le aziende ad adottare soluzioni di efficienza energetica è la riduzione dei consumi, seguita dalla percezione del management riguardo ai benefici economici e ambientali derivanti da tali investimenti. Nonostante ciò, ben il 45% delle imprese campione non ha effettuato alcun investimento in efficienza energetica durante l’anno precedente. Tra le principali barriere segnalate emergono il tempo di ritorno degli investimenti, considerato eccessivamente lungo e poco vantaggioso nell’immediato, e l’incertezza normativa (si suggerisce la lettura dei servizi sul Pacchetto Omnibus r.d.r.), che scoraggia ulteriormente le imprese dall’intraprendere percorsi di efficientamento. In questo contesto appare chiara l’importanza di offrire incentivi stabili per sostenere gli investimenti e promuovere modelli innovativi.

La situazione 2025 per le politiche energetiche

Ma qual è esattamente la situazione nel 2025? Quali sono le politiche energetiche e gli incentivi attualmente disponibili per le imprese industriali, e quali invece hanno subìto modifiche o non sono stati prorogati?

A livello europeo, il Clean Industrial Deal prevede un investimento significativo di circa 100 miliardi di euro, mirato ad accelerare la transizione verde delle industrie europee. Questi fondi saranno destinati principalmente alla decarbonizzazione industriale attraverso la creazione di una specifica Banca per la Decarbonizzazione Industriale. Tra le azioni prioritarie di questo piano vi sono inoltre la semplificazione delle norme sugli aiuti di Stato, al fine di agevolare gli investimenti nelle tecnologie pulite, e la revisione delle procedure sugli appalti pubblici per privilegiare e incentivare l’acquisto di prodotti europei sostenibili (Si suggerisce la lettura di Twin Transition e competitività n.d.r.).

Parallelamente, il piano europeo REPowerEU mira a ridurre la dipendenza energetica dell’Unione (si suggerisce la lettura di sovranità energetica e competizione industriale n.d.r.) puntando a raddoppiare la capacità fotovoltaica entro il 2025 e raggiungere 600 GW entro il 2030. Il piano promuove inoltre una riduzione generale dei consumi energetici del 13% entro il 2030 e prevede risorse finanziarie complessive per circa 210 miliardi di euro nel periodo 2022-2027.

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Il rapporto tra Piano Transizione 5.0 e Politica energetica

In Italia, la strategia nazionale in termini di politica energetica trova i suoi punti di riferimento nel Piano Transizione 5.0 e nel Fondo per il sostegno alla transizione industriale. Entrambi i programmi offrono incentivi per le imprese che investono in tecnologie energetiche innovative, come impianti fotovoltaici ad alta efficienza o sistemi di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Nello specifico, il Piano Transizione 5.0 rappresenta un’evoluzione delle precedenti misure di incentivazione, focalizzandosi sull’efficienza energetica e la sostenibilità. Questo piano offre un credito d’imposta alle imprese che realizzano una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% per l’intera struttura produttiva o del 5% per il singolo processo interessato dall’investimento. Gli investimenti devono riguardare beni materiali e immateriali funzionali alla transizione tecnologica e digitale delle imprese, in linea con il modello “Industria 4.0”.

Incentivi alla trasformazione industriale come strumenti di politica energetica

Il Fondo per il Sostegno alla Transizione Industriale, invece, eroga agevolazioni fino al 45% degli investimenti dedicati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, con maggiorazioni specifiche del 20% per le piccole imprese e del 10% per le medie imprese. Inoltre, la Legge di Bilancio 2025 rafforza ulteriormente gli incentivi, incrementando l’aliquota prevista per l’installazione di pannelli fotovoltaici ad alta efficienza dal 45,5% al 67,5% a seconda dei risultati energetici ottenuti.

Ulteriori incentivi rilevanti attivi nel 2025 includono: il Conto Termico 2.0, incentivo gestito dal GSE che resta in vigore nel 2025 e che sostiene interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili, con contributi fino al 65% e tempi di erogazione generalmente rapidi. Il nuovo Conto Termico 3.0, ancora in fase di approvazione, promette novità significative: maggiore semplificazione per l’accesso ai contributi, ampliamento degli interventi ammissibili e integrazione con altri incentivi esistenti. Tuttavia, il decreto non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e l’entrata in vigore è subordinata al confronto in Conferenza Unificata Stato-Regioni.

Il Credito d’Imposta Transizione 5.0, operativo per il biennio 2024-2025, sostiene le imprese che investono in beni strumentali materiali e immateriali funzionali alla digitalizzazione e all’efficientamento energetico dei processi produttivi. L’accesso al credito, anche i questo da interpretare come uno strumento attivo per le politiche energetiche, è subordinato alla realizzazione di una riduzione dei consumi energetici pari almeno al 3% sull’intera struttura produttiva o al 5% sul singolo processo interessato.

Le aliquote del credito d’imposta variano in base all’ammontare complessivo dell’investimento:

  • 35% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro,
  • 15% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro,
  • 5% per la quota eccedente fino al limite massimo di 50 milioni di euro per impresa.

Il credito è fruibile in compensazione in 5 quote annuali di pari importo, ed è cumulabile con altri incentivi nei limiti delle intensità massime di aiuto previste dalla normativa europea.

Agrisolare ed ecobonus imprese

Il programma Agrisolare prosegue con incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici nelle aziende agricole (agrivoltaico), con contributi che coprono fino al 70% dei costi. Nel 2025 l’Ecobonus Imprese prevede una detrazione del 36% per interventi di efficienza energetica, che scenderà al 30% nel 2026-2027. Sono escluse le caldaie a combustibili fossili e resta obbligatoria la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni.

Inoltre, numerosi bandi regionali continuano a offrire opportunità specifiche, come quello della Regione Lazio con una dotazione di 40 milioni di euro, destinati a progetti di efficienza energetica e impiego di fonti rinnovabili fino al luglio 2025.

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Un contributo fondamentale è dato anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che mette a disposizione 320 milioni di euro per contributi a fondo perduto destinati all’installazione di impianti fotovoltaici e minieolico per l’autoproduzione energetica. Dal 4 aprile al 5 maggio 2025, le piccole e medie imprese (PMI) italiane possono farne richiesta. Gli incentivi prevedono programmi di investimento compresi tra 30.000 e 1.000.000 di euro, con una quota di finanziamento del 30% per le medie imprese, 40% per micro e piccole imprese, 30% per eventuali sistemi di stoccaggio dell’energia e 50% per la diagnosi energetica. Un ulteriore 40% delle risorse è riservato alle regioni del Sud Italia, con un altro 40% specificatamente destinato alle micro e piccole imprese.

Le politiche energetiche e gli incentivi previsti per il 2025 offrono alle aziende industriali italiane ed europee opportunità significative per migliorare l’efficienza energetica, ridurre i costi operativi e contribuire alla sostenibilità ambientale. È fondamentale per le imprese valutare attentamente queste misure e pianificare investimenti strategici per beneficiare degli incentivi disponibili, contribuendo così alla transizione verso un’economia più verde e competitiva.

Alessandro Brizzi (leggi anche il suo contributo su TEE o certificati bianchi n.d.r.) è General Manager di Renovis, ESCo (Energy Service Company) certificata UNI CEI 11352, che propone e realizza soluzioni per l’efficienza energetica, destinate prevalentemente all’industria. Le soluzioni proposte, in grado di razionalizzare e ottimizzare i consumi degli impianti più energivori senza intaccarne la produttività, sono realizzati per portare una speciale attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e del processo produttivo.

I servizi di consulenza spaziano dall’illuminazione all’aria compressa passando attraverso i processi in cui è determinante l’utilizzo di fluidi termovettori siano essi caldi o freddi e si rivolge principalmente alle realtà industriali di media-grande dimensione ma anche a tutte le realtà che desiderano porre attenzione alla riduzione dei consumi energetici sia con interventi diretti che indiretti.



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