4 Aprile 2025
Ecco la ricetta anti dazi, si può con “flessibilità, diversificazione, innovazione e made in Italy”


Il timore per i dazi Usa è forte anche in Friuli Venezia Giulia. Preoccupazione emerge mentre si conclude la partecipazione della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, con il Centro Regionale della Subfornitura del Fvg, che fa capo alla società consortile camerale Tef, alla Hannover Messe, la fiera di settore più importante al mondo per l’industria e l’automazione.

Prestito condominio

per lavori di ristrutturazione

 

Il ruolo nevralgico della Germania

I dati appena diffusi dell’ufficio Studi Statistica della Cciaa confermano quanto sia strategico il mercato tedesco per le imprese locali. Lo scorso anno, la Germania si è confermata il principale partner commerciale delle imprese dell’Udinese e del Pordenonese per i prodotti della metalmeccanica, settore in cui la subfornitura rappresenta un segmento importantissimo. L’export verso la Germania costituisce il 14,5% dell’export totale (seguono Stati Uniti con il 9,5% e Francia con il 6,1%), pari a 830 milioni di euro di fatturato. Questa quota, tuttavia, è diminuita di 170 milioni rispetto all’anno precedente (-17%), con Udine a -125,5 milioni (-18,2%) e Pordenone -14,3% (-44,5 milioni), a testimonianza della crisi del sistema tedesco. Quest’anno l’evento di Hannover ha posto particolare attenzione su digitalizzazione, automazione, intelligenza artificiale e sostenibilità, rappresentando un’occasione cruciale, vista l’attuale contingenza internazionale, per comprendere le direttrici strategiche della manifattura del futuro.

Da Pozzo sui dazi

Sui dazi Usa, dice il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo, “valuteremo l’impatto sulle imprese friulane appena avremo i primi elementi concreti, attraverso il nostro Centro studi e il coordinamento sui temi macroeconomici e internazionali di Marco Martella, già direttore della Banca d’Italia a Trieste. Al momento, lo scenario più plausibile è che i flussi di scambio tenderanno naturalmente a riequilibrarsi tra le aree geografiche. Le dinamiche di mercato e le strategie aziendali comunemente prevalgono su misure protezionistiche di breve periodo”. Per le imprese del Fvg, comunque, “l’export verso gli Stati Uniti e altri mercati-chiave continuerà a essere pilastro essenziale della crescita, grazie alla qualità, all’innovazione e alla capacità di adattarsi ai cambiamenti. Anche in contesti molto complessi, infatti, il Made in Italy ha dimostrato di mantenere storicamente un forte appeal internazionale e le aziende possono fare leva su strategie di diversificazione, che già stanno mettendo in atto, e sulla robustezza di relazioni commerciali consolidate”. Secondo Da Pozzo, “l’esperienza dimostra che, al di là delle tensioni politiche, le imprese in grado di agire con flessibilità e visione strategica riescono sempre a cogliere opportunità di sviluppo nei mercati globali, in particolare in aree geografiche magari meno strutturate, ma con un grande potenziale inespresso. Pur restando solidi alcuni tra i principali partner europei – dice il presidente –, ci sono diversi mercati emergenti extra-Ue ad alto potenziale per il Fvg, individuati peraltro anche a livello italiano dal recentissimo Piano d’Azione per l’export del Ministero degli Esteri”.

I dati sul nostro export

Secondo le elaborazioni del Centro Studi Cciaa Pn-Ud, Regno Unito e Svizzera registrano un incremento di export del 90% e del 385% tra il 2019 e il 2024, a seguire mercati con quote sì più contenute, ma con incrementi sensibili registrati nell’ultimo quinquennio, come Arabia Saudita (+148%, 2019-2024), Messico (+160%) e Brasile (+113%). L’export verso gli Usa, “pur rimanendo il nostro principale partner commerciale”, precisa il presidente Da Pozzo, nello stesso periodo è invece sceso dell’8,2%. Le variazioni sono calcolate a prezzi correnti e risentono pertanto dell’effetto inflazione, effetto che comunque può spiegare solo una parte di queste variazioni.

L’arredo e le sue paure

Il mercato statunitense lo scorso anno è stato il principale mercato di sbocco dell’arredo Fvg per la prima volta nella storia. Un trend positivo che compensava i rallentamenti in mercati tradizionalmente forti, per il Fvg, come Francia e Germania. Ora, l’introduzione di dazi impone una riflessione sulle possibili ripercussioni per le aziende regionali.  “È fondamentale distinguere tra i diversi segmenti del comparto – osserva il presidente del Cluster Arredo Fvg, Edi Snaidero –. Nel settore della componentistica, l’incremento dei dazi potrebbe influenzare le decisioni degli uffici acquisti americani, spostando le scelte verso fornitori alternativi. Il rischio è elevato, soprattutto per i prodotti più facilmente sostituibili ed economici. Diverso il discorso per l’arredo di fascia alta e il made in Italy, inimitabile per design e identità: questo segmento è più protetto, poiché meno replicabile rispetto ai prodotti di fascia bassa, maggiormente esposti alla concorrenza”. La reazione dell’Unione Europea potrebbe tradursi in un irrigidimento delle relazioni commerciali con gli Stati Uniti? “Intanto il comparto deve prepararsi a gestire il cambiamento, cercando soluzioni – prosegue Snaidero –. Non possiamo limitarci ad attendere gli sviluppi di una possibile guerra commerciale, cerchiamo di adottare strategie concrete. In questo senso, l’azione della Regione FVG è preziosa: già nel piano “Manifattura 2030” sono state delineate misure a supporto dell’internazionalizzazione, con un percorso che rafforzerà la presenza delle aziende sui mercati più lontani, in collaborazione con il nostro Cluster”.  

Opportunità uniche acquisto in asta

 ribassi fino al 70%

 



Source link

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link

Contabilità

Buste paga