
di AVV. TOMMASO ROSSI
Negli ultimi anni, le politiche commerciali degli Stati Uniti hanno subito significative trasformazioni, con l’introduzione di dazi su diverse categorie di prodotti importati, colpendo in particolare le esportazioni italiane. Le piccole e medie imprese (PMI) del nostro Paese, che tradizionalmente trovano negli Stati Uniti un mercato chiave, devono quindi adottare strategie doganali efficaci per mantenere la loro competitività internazionale.
1. Valutazione dell’origine preferenziale
Un primo passo fondamentale è verificare se i prodotti esportati rientrano in accordi commerciali preferenziali. Ad esempio, attraverso la verifica delle regole di origine nell’ambito dell’Accordo di Partenariato Economico tra l’UE e altri paesi, le PMI potrebbero individuare possibili vie per ridurre l’incidenza dei dazi.
2. Delocalizzazione strategica della produzione
Un’opzione per evitare l’imposizione di dazi diretti è la rilocalizzazione parziale della produzione in paesi che abbiano accordi commerciali più favorevoli con gli Stati Uniti. Ad esempio, l’assemblaggio finale di un prodotto in Messico o in Canada, membri dell’USMCA (United States-Mexico-Canada Agreement), potrebbe consentire di esportare con tariffe agevolate.
3. Ricorso ai depositi doganali e alle zone franche
Le imprese italiane possono sfruttare le zone franche e i depositi doganali per ridurre il carico fiscale e migliorare la gestione dei flussi di merci. Queste strutture permettono di differire il pagamento dei dazi fino al momento della vendita o della reintroduzione della merce nel mercato di destinazione, ottimizzando la gestione della liquidità aziendale.
4. Classificazione doganale e ottimizzazione delle voci tariffarie
Un’analisi approfondita della classificazione doganale dei propri prodotti può consentire alle PMI di individuare categorie merceologiche meno soggette a dazi o agevolate da trattati internazionali. La corretta assegnazione delle voci tariffarie è cruciale per ridurre il carico fiscale sulle esportazioni.
5. Potenziamento delle relazioni con distributori locali e joint ventures
Stringere alleanze strategiche con distributori statunitensi o creare joint ventures con imprese locali può essere una strategia vincente per ridurre il peso dei dazi, sfruttando reti di distribuzione già consolidate e abbattendo i costi legati all’importazione diretta dall’Italia.
6. Utilizzo di certificazioni e marchi di qualità
Alcune categorie di prodotti possono ottenere riduzioni tariffarie o facilitazioni doganali attraverso il riconoscimento di certificazioni di qualità o marchi di origine che valorizzano il Made in Italy. Le imprese possono trarre vantaggio da programmi come il “Trade Agreement Act” per ottenere l’accesso privilegiato a determinate forniture pubbliche statunitensi.
Conclusioni
Le PMI italiane devono affrontare con determinazione e strategia le sfide imposte dalle politiche doganali statunitensi. Un’attenta pianificazione doganale, affiancata da una consulenza legale specializzata, può aiutare le aziende a ridurre l’impatto dei dazi, ottimizzare i costi e mantenere la loro competitività sui mercati internazionali. Lo Studio Legale Rossi, Copparoni & Partners è a disposizione per supportare le imprese nell’implementazione di queste strategie, garantendo un approccio su misura e conforme alla normativa vigente.
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