
Milano, 5 Aprile – È di pochi giorni fa la sentenza della Corte Costituzionale che permette l’adozione internazionale anche da parte dei single. Ma, nonostante questa storica conquista, la scelta di vita di chi resta da solo non risulta molto conveniente, soprattutto dal punto di vista fiscale. In Italia, secondo l’Istat, si stima che ci siano circa 8,5 milioni di persone sole: 3,3 milioni di celibi e nubili, 3,1 di vedove e vedovi e circa 2,1 milioni di separati e divorziati. L’ultima Legge Finanziaria introdotta dal governo prevede l’applicazione nel 2025 del cuneo fiscale e del nuovo “quoziente familiare”. Misure, come confermato anche dall’Ordine dei Commercialisti di Milano, che andranno sicuramente a beneficio delle oltre 16 milioni di famiglie con figli, perché vedranno aumentare le detrazioni con l’aumentare del numero di figli a carico, mentre graveranno sui single con redditi superiori ai 100.000 euro (si calcola che in Italia siano circa 98.000 persone) che vedranno scendere considerevolmente le detrazioni rispetto al recente passato.
Infatti, il “meccanismo del quoziente familiare” introdotto dall’ultima Finanziaria prevede un tetto massimo di 8.000 euro alle detrazioni fiscali sino a 96.000 euro di spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie. Ma tale tetto si abbassa del -50% (quindi diviene 4.000 euro) per i single senza figli che presentino redditi annui oltre 100mila euro. Qualora si abbia 1 solo figlio a carico la detrazione fiscale si riduce del 30%. Con 2 figli a carico si riduce del -15%. Da 3 figli a carico la detrazione rimane invariata. La coperta è corta e il Governo intende in questo modo privilegiare le famiglie con figli minori a carico, che in generale hanno maggiori spese da sostenere tra asili, scuole, baby-sitter, attività sportive e ricreative, visite mediche e dentistiche, abbigliamento e sostentamento.
«Si tratta di una misura di equità sociale – commenta Marcella Caradonna, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano – e molto dipende anche dalla platea di applicazione di questa nuova norma. Si stima che le famiglie con figli siano circa 16 milioni, laddove i nuclei familiari senza figli (i single) con reddito superiore a 100mila euro siano “solo” 98.000».
Per capire meglio cosa succederà nelle Dichiarazioni 2026 (riferite cioè ai redditi 2025), ecco un ipotetico caso applicativo: un single con reddito oltre 100mila euro che nel 2025 ha ristrutturato casa spendendo 20.000 euro, ebbene nella Dichiarazione dei redditi 2026 potrà detrarsi fiscalmente “solo” 4.000 euro (detrazione tagliata del -50%), laddove nella dichiarazione del 2024 avrebbe potuto detrarsi sino a 48.000 euro in 10 anni. A partire dal 2025 chi è senza figli pagherà più tasse, o meglio si detrarrà fiscalmente meno spese. Nella Legge di Bilancio 2025 è previsto un calo delle detrazioni fiscali per chi guadagna più di 75mila euro l’anno. Chi è single e guadagna più di 100mila euro l’anno subirà il taglio più ampio. Stiamo parlando di spese che si possono detrarre nella dichiarazione dei redditi, come quelle per le ristrutturazioni edilizie, che non saranno più uguali per tutti.
«Come hanno spiegato il ministro Giancarlo Giorgetti e il viceministro Maurizio Leo, l’idea alla base del sistema è che le famiglie più numerose debbano avere un trattamento fiscale migliore, perché affrontano spese maggiori rispetto a nuclei familiari più piccoli. La misura, discussa in Italia da anni, è già operativa in molti Paesi europei, come ad esempio la Francia», ha concluso Marcella Caradonna, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano.
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